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L’esame attento ed analitico delle tariffe dei servizi
costituisce un problema troppo spesso sottovalutato dai
titolari di salone ed affrontato con superficialità
ed approssimazione. La sua determinazione richiede un attento
studio del mercato, della concorrenza, dei costi e dei margini.
Cominciamo col definire almeno due concetti
fondamentali riguardo la tariffa.
-
Dal un punto di vista marketing, la tariffa ( il prezzo
del servizio ) rappresenta l’elemento quantitativo
nel progetto in questione; il valore numerico ( esempio
piega 13,00 € ) riassume il fattore strategico che
definisce la politica commerciale del salone stesso. In
pratica un salone che opera con tariffe contenute ( medio
basse ) , tendenzialmente sviluppa un progetto strategico
basato sulla quantità dei servizi e sui passaggi
cassa dei clienti.
- Dal
punto di vista economico, la tariffa, deve soddisfare
una esigenza primaria e fondamentale: garantire l’utile
lordo del salone. Questo, indipendentemente dalla politica
commerciale applicata.
I
suggerimenti che daremo in questo articolo saranno orientati
a definire i criteri fondamentali per stabilire le corrette
tariffe da applicare ai propri servizi.
Si tratta di una procedura che consente di capire se gli
attuali prezzi di listino dei servizi prestati in salone
sono davvero remunerativi, se le tariffe applicate coprono
in maniera completa i costi diretti ed indiretti sostenuti
dall’azienda.
Conoscere esattamente quanto “
guadagno o quanto perdo ” da un punto di vista economico
nell’ esecuzione di ogni singolo servizio mi consente
di :
- definire
i prezzi di listino con razionalità e criteri logici.
-
applicare eventuali aumenti di prezzo in modo programmato
e pragmatico.
- conoscere
quali sono le aree di maggior redditività del salone.
-
attuare politiche commerciali oculate tipo sconti, premi
produzione ecc.
-
comprendere il proprio punto di pareggio su ciascun servizio.
Dobbiamo
inoltre ricordarci che la tariffa ha un altro ruolo fondamentale.
Trattandosi di cessione di beni intangibili tra due soggetti,
il prezzo deve essere tale da soddisfare le esigenze di
chi vende ma anche essere conveniente e vantaggioso per
chi compra. Se manca questo equilibrio viene meno la convenienza
reciproca e di conseguenza si genera disaffezione, pubblicità
negativa, flessione delle presenze ecc.
Il titolare, oltre che degli aspetti economici, dovrà
tener conto di pensare che la tariffa di un servizio rappresenta
l’espressione di tutta una serie di riflessioni e
di decisioni quali: tipologia del servizio offerto, segmento
di mercato a cui rivolgersi, posizionamento del salone,
politiche di comunicazione, variabili esterne; in sintesi
un ottimo equilibrio tra qualità e prezzo.
Vediamo adesso quali sono i fattori economici che incidono
sulla determinazione della tariffa. Il salone d’acconciatura,
come tutte le aziende, ha la necessità di fare profitti.
Il profitto è il risultato finale di tutta la gestione
aziendale e non deriva solo dai ricavi ottenuti dai singoli
servizi, ma anche dai costi che questi incidono su ciascuno
di essi. Ciò che interessa conoscere è il
margine operativo lordo che rappresenta la differenza tra
i prezzo del servizio e i suoi diretti.
Esempio: se il costo di un servizio colore è di 22,00
€ netto Iva ed i costi diretti sono 12,00 €; il
suo margine lordo sarà di 10,00 €. Da questo
valore occorrerà detrarre tutti gli altri costi indiretti
e garantire utile all’azienda
I
costi d’imputazione diretta per ciascun servizio sono
due: costo del lavoro e costo del prodotto.
I costi d’imputazione indiretta sono tutti gli altri
: utenze, affitto, ammortamenti ecc.
La definizione dei costi diretti è semplice da definire.
Il costo del lavoro si definisce prendendo il costo del
personale e si divide per i minuti effettivamente lavorati.
Esempio
da utilizzare esclusivamente per scopi didattici:
Costo
mensile del personale 1.200,00 €.
Ore effettivamente lavorate nel mese 80 h equivalente a
4.800 minuti.
Costo al minuto effettivamente lavorato 1.200,00 / 4.800
= 0,30 € al minuto effettivamente lavorato.
Di
conseguenza il costo diretto del lavoro da imputare ad un
servizio colore, che per eseguirlo si impiega 32 minuti
effettivi, sarà di : 32 x 0,30 = 9,60 €
Il
costo diretto del prodotto si calcolerà prendendo
i seguenti valori:
costo del prodotto colore: esempio 7,20
costo del prodotto ossigeno: esempio 1,20
Costo
del prodotto totale 7,20 + 1,20 = 8,40 €
Il
totale dei costi diretti del servizio colore preso ad esempio
sarà : 9,60 + 8,40 = 18,00 €
A
questo primo totale occorrerà sommare i costi indiretti
ripartiti in forma oggettiva utilizzando, ad esempio, dei
parametri di comodo. In pratica basta suddividere il totale
dei costi indiretti in modo proporzionale tenendo conto
della quantità dei servizi colore effettuati e del
suo fatturato totale.
Ipotizziamo
che i costi indiretti incidano per 2,20 €
Il
costi totali per un servizio colore : 18,00 + 2,20 = 20,20
€
A
questo occorre definire l’utile che l’azienda
vuole ottenere da questo servizio, ipotizziamo un 20 %.
Il venti percento di utile corrisponde ad un ricarico del
25%.
Il
ricarico del 25 % è pari a : 20,20 x 25% = 5,10 €
di utile lordo su ciascun servizio colore.
La
tariffa finale netto Iva sarà: 20,20 + 5,10 = 25,30
€ oltre Iva.
Davanti
a questo scenario il titolare di un salone dovrà
iniziare a sviluppare le considerazioni presentate inizialmente
e cioè: il prezzo corrisponde alle esigenze del mercato,
della concorrenza, del consumatore ?
A
risposte a queste domande le posso dare solamente i titolari
d’impresa che decidono il progetto marketing, le strategie
commerciale, le politiche di vendita ecc.
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